Alla fine del viale Andrassy, una delle arterie più importanti di Budapest, si trova la bellissima Piazza degli Eroi. In questo foro ampio e sempre pieno di turisti la scena è occupata dal Monumento del Millennio, una maestosa struttura che ospita le statue di sovrani e altri grandi uomini della storia magiara. Per essere eroi si sa che a volte non serve indossare una corona, guidare una rivoluzione o diventare capi di stato; l’eroismo può manifestarsi in molteplici forme, tali comunque da rendere alcuni individui memorabili nel pensiero delle folle.
In queste settimane gli eroi del nostro piccolo mondo imprunetino sono senza dubbio i responsabili della comunicazione e delle pagine social della maggioranza di governo locale. Risvegliatisi d’improvviso da un lungo torpore, tali fenomeni hanno iniziato a mettersi in ridicolo in una maniera talmente ostinata, progressiva e inarrestabile che si fa fatica a star loro dietro. Come dice un vecchio detto, certe impressioni è bene darle soltanto, piuttosto che aprir bocca e togliere ogni dubbio. I nostri eroi hanno invece deciso di dare fuoco alle polveri per eliminare ogni beneficio del dubbio dalla mente delle persone, e i risultati sono strabilianti.
Dopo ripetuti post fantascientifici sulla viabilità, dopo offese ai cittadini, dopo infinite filippiche – il tutto quasi sempre in un italiano ai limiti dell’analfabetismo – c’è stata alcuni giorni fa la ciliegina inaspettata. Quantomeno, va detto, a differenza del vile anonimato precedente stavolta qualcuno la faccia ce l’ha messa: ad esporsi al pubblico ludibrio è stato il segretario del Pd Impruneta Andrea Vitali, che in un notevole colpo di teatro ha tirato in ballo addirittura l’Ungheria di Victor Orbàn.
Voi direte: ma che diavolo c’entra l’Impruneta con Orbàn? La risposta è ovvia, assolutamente nulla. Tuttavia non ha alcun valore. Poteva essere qualsiasi argomento, l’importante è che odorasse in qualche modo di fascismo e che potesse servire come arma di distrazione di massa. Il Pd Impruneta non ha inventato niente, il potere ad ogni livello utilizza spesso temi di impatto mediatico per gettare fumo negli occhi e non parlare di altre più scottanti questioni. Qui però l’effetto è stato a dir poco grottesco.
Per carità, non intendo assolutamente minimizzare la gravità dei provvedimenti liberticidi di Orbàn e del suo governo: l’autocrate ungherese non ha mai goduto della mia stima, sebbene abbia il merito di essere una delle poche voci contrarie alla folle guerra in Ucraina portata avanti dall’Unione Europea. La battaglia in difesa delle minoranze di genere è giusta, lodevole, ma proprio perché sono convinto che Vitali creda con sincerità in essa è ancor più deprecabile che insieme al suo partito l’abbia utilizzata in maniera così strumentale.
Chiamare in causa Voltiamo Pagina e chiederne il parere a mezzo stampa aveva il duplice obiettivo di ricordare ai cittadini quanto la nostra lista sia brutta e cattiva – ergo fascista, poiché comprendente anche forze di destra – e di sviare l’attenzione da vicende poco edificanti per l’Amministrazione comunale, ultima quella dei 9050 euro destinati dalla giunta a foto e video di propaganda e guarda caso denunciati da un nostro comunicato pubblicato il giorno precedente.
In tutto ciò vi è anche una grande ipocrisia, come ha ben sottolineato il presidente di Voltiamo Pagina Alessandro Brogi. Il Pd chiede il parere dell’opposizione sull’Ungheria, ma non ha nulla da dire sull’Arabia Saudita del tagliagole Bin Salman, amico, idolo e finanziatore del fondatore di un partito, Italia Viva, che a Impruneta è tornato a governare con i dem. Così come non ha nulla da dire su molti altri regimi in giro per il mondo, a cominciare da paesi comunisti come Cina e Corea del Nord; non una parola sul golpe in Romania, dove il candidato nazionalista e strafavorito Georgescu è stato eliminato dalla corsa elettorale col beneplacito europeo, o sulla revoca dell’immunità richiesta dalla magistratura belga per le due eurodeputate del Pd Moretti e Gualmini, coinvolte secondo le accuse nel giro di mazzette del Qatargate.
Non ricordo levate di scudi del Pd Impruneta quando due esponenti democratici, Quartapelle e Romano, furono tra gli autori di una lista di proscrizione contro intellettuali, giornalisti e storici accusati assurdamente di filoputinismo: roba che nemmeno il Ministero della Verità di Orwell. E non mi è parso di aver letto comunicati di Vitali in opposizione al vergognoso piano di riarmo da 800 miliardi voluto da Ursula Von der Leyen, presidente di una Commissione europea eletta pochi mesi fa anche grazie anche ai voti del Pd. La stessa commissione di cui fa parte Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera che è volata l’altro giorno in Israele per rinnovare il legame col governo terrorista del criminale Benjamin Netanyahu.
Cosa ne pensa l’europeista Vitali di questo schifo? Non scrive ai giornali e non scende in piazza per denunciarlo? Egli e il suo partito preferiscono forse appoggiare solo manifestazioni come quella del 15 marzo a Roma in piazza del Popolo, la quale stando alle recenti ricostruzioni sarebbe stata finanziata con soldi pubblici dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri: guarda caso, esponente proprio del Pd.
La verità è che l’etica e i diritti umani variano a seconda delle circostanze per questi signori. Tutto è importante, nulla è importante. Conta solo trovare pretesti per attaccare i rivali. Visto che di argomenti sugli affari imprunetini ne hanno sempre avuti pochi, basta vedere la pochezza quantitativa e qualitativa dei loro interventi in Consiglio comunale, allora si cerca il coniglio nel cilindro, il colpo a sorpresa ben intinto nella salsa stantia dell’antifascismo. Che miseria.
La coalizione di governo che sostiene Riccardo Lazzerini non ha mai accettato l’idea che possa esistere una lista libera e unita nelle differenze. Non hanno mai tollerato la presenza di persone dalla schiena dritta, non in vendita né ricattabili, le quali condividono un comune obiettivo territoriale e sanno far coesistere con trasparenza e lealtà provenienze ideologiche diverse. Dopo la truffa elettorale compiutasi nel passaggio della postuma Impruneta Futura in maggioranza, risulta ancor più insostenibile che qualcuno rimanga coerentemente al suo posto: senza andare a corte, senza mendicare poltrone, senza omaggiare il Faraone.
Il Pd e i suoi vassalletti non ameranno l’Ungheria, ma sicuramente hanno una forte attrazione per l’Est, data la maggioranza bulgara con cui comandano. Sognano un Comune dove tutti sono dalla stessa parte e dove non esiste opposizione: una bella “alleanza programmatica”, che avrebbe tanto il sapore di fascismo, ma guai a dirlo, perché fascisti sono solo i nemici. Purtroppo invece, Voltiamo Pagina rimarrà fino alla fine a rompere le scatole, e gode di ottima salute.
Proprio oggi tra l’altro la nostra lista festeggia i due anni dalla sua fondazione. Auguri a noi, dunque. Se due anni dopo gli avversari politici sono costretti ad andare in Ungheria per trovare argomenti con cui attaccarci, vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro. E che loro, forse, sono davvero alla canna del gas.


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