Il Sindaco Riccardo Lazzerini, quando non utilizza la consueta formula del “destra sinistra insieme”, tende ad attaccare noi di Voltiamo Pagina dileggiandoci per il nostro programma elettorale. Lo prende, lo sventola in Consiglio Comunale e ne sottolinea l’esiguità e la banalità delle proposte. Non abbiamo mai contestato la mole ridotta del nostro programma, neppure la semplicità del suo contenuto. Anzi, abbiamo sempre rivendicato con orgoglio di aver prodotto un libello esiguo e poco complesso.
Il nostro intento era chiaro: risolvere le emergenze primarie e vergognose che rendevano il Comune di Impruneta una macchia nera a livello regionale, a cominciare dall’inizio e dalla fine della vita, cioè dalle scuole e dai cimiteri. Non abbiamo mai potuto e voluto competere con l’avvincente e ricco tomo programmatico di Impruneta Riparti, pagine e pagine di meraviglie a cui si sono aggiunte nel corso della legislatura altre mirabolanti promesse: polo cinematografico alla ex Sannini, Parco Pali e altre opere legate ad Autostrade, investimenti mai visti prima, centro storico pedonale (“sperimentazione”, perché così in merito a quest’ultimo punto era scritto nel programma).
Che sciocchi e miseri noi di Voltiamo Pagina. Non siamo certo all’altezza di una politica così competente, efficace e visionaria, che punta ai grandi interventi e risolve quelli piccoli ad occhi chiusi, mani in tasca e fischiettando. Peccato che alla sublime coalizione di maggioranza siano per ora sfuggite alcune piccole cosette.
La fine della vita continua a non essere garantita, visto che il cimitero di Picchirillo non è ancora stato ampliato e quello di Montebuoni cade a pezzi (molteplici per altro le segnalazioni indignate dei cittadini); stesso discorso per l’inizio della vita, visto che la scuola materna “Luca della Robbia” di via Roma, sulla carta la principale struttura del territorio di tale ordine scolastico, sia nelle stesse condizioni di quando Lazzerini e la sua corte si sono insediati. L’ultima notizia, fresca di settimana scorsa, ci dice che i lavori alla scuola non partiranno neppure nel 2026, e dunque bisognerà aspettare almeno l’anno prossimo per vedere un abbozzo di cantiere.
Combatto la battaglia per via Roma dal 2014. La sera prima del mio esame di maturità ero nella sala consiliare a protestare insieme a decine di imprunetini contro la folle decisione dell’Amministrazione Calamandrei di chiudere via Roma – unitamente alle medie in piazza Accursio – in vista del trasferimento nel mitico nuovo plesso ai Sassi Neri. La “Della Robbia” fu chiusa, per altro senza alcun atto ufficiale, per metterla in vendita e far bottino.
L’impossibile convivenza tra i bambini della materna e quelli delle elementari negli angusti spazi della “Ferdinando Paolieri” portò genitori e insegnanti a chiedere nel 2018 la riapertura di via Roma, richiesta che fu tradotta in realtà l’anno successivo. Una riapertura tuttavia parziale, fatta senza mettere mano al tetto del Settecento e con la chiusura del primo piano e del giardino. Oltre due anni fa ci volle una nuova mobilitazione di genitori e insegnanti, con una significativa raccolta firme, per spronare l’Amministrazione ad intervenire in via Roma. La Giunta promise che i lavori sarebbero stati fatti al più presto, ma il tempo che è passato ha smentito vergognosamente le parole di Sindaco e assessori: il 2024 è diventato il 2025, poi il 2026, e adesso siamo al 2027. Ammesso e non concesso che quest’ultima sia finalmente la data dei lavori.
La situazione della scuola di via Roma è gravissima per almeno due motivi. In primo luogo vedere una struttura in simili condizioni è indecente e inaccettabile. Una scuola che accoglie ogni giorno bambini piccoli ha un tetto di duecentocinquanta anni fa e un primo piano sigillato che cade a pezzi; nel 2020 durante un sopralluogo ebbi modo di vedere con i miei occhi la situazione, e anche senza avere particolari competenze di muratura e ingegneria statica mi resi conto di quanto fosse impensabile tenere aperta una scuola in un simile stato. Alcune foto, come quelle che scattai alle assi di legno del sottotetto, hanno più parole di quante possa esprimerne questo articolo.
In secondo luogo c’è l’elemento politico. Via Roma è un peccato originale che il Partito democratico e i suoi vassalli governativi si portano dietro da decenni. Se ai Sassi Neri c’è una buca con montagne di detriti, se il capoluogo non ha più una scuola media, se le famiglie devono pagarsi il trasporto in autobus a Tavarnuzze, la colpa è soltanto di chi ha ci ha amministrati sino ad oggi. Di tale immenso fallimento scolastico via Roma è l’immagine più lampante e più sanguinosa, e dunque ci si aspetterebbe che i responsabili politici mettessero in cima alle priorità la risoluzione del problema.
Nessuno può cavarsela dicendo “prima non c’eravamo”, perché la tessera che Lazzerini ha in tasca è proprio quella del partito che ha sempre avuto le redini del comando. Alcuni esponenti dell’attuale maggioranza poi hanno in realtà una diretta responsabilità nello scempio alla “Della Robbia”. Nel 2020 e nel 2021, come opposizioni unite, presentammo due mozioni per chiedere la riapertura della scuola. Entrambe furono bocciate senza appello dalla maggioranza, la quale provò a buttare la palla in tribuna trasformando una di queste mozioni in un “tavolo tecnico” per valutare le condizioni della struttura e ragionare su eventuali lavori di ripristino: in pratica una clamorosa supercazzola per prendere tempo e nascondere la reale volontà dell’Amministrazione, ovvero quella di non procedere con la riapertura integrale della scuola di via Roma.
I nomi di coloro che si opposero alla riapertura della scuola, e che oggi invece sempre dal Consiglio Comunale si spacciano per suoi strenui difensori, devono essere fatti senza remore: Laura Cioni, Marco Canuti, Paolo Magnelli, Angela Cappelletti. Quest’ultima per altro, in quanto al tempo presidente della Commissione 2, avrebbe dovuto far partire i lavori del mitico tavolo tecnico, il quale ovviamente non vide mai la luce. La stessa Cappelletti che un anno fa, insieme al Segretario Comunale imputato per corruzione Vincenzo Del Regno, si permise di togliermi la parola e farmi portare fuori con la forza dall’aula Falcone e Borsellino.
D’altronde lo sappiamo che in politica nessuno chiede mai scusa, né tantomeno si assume le proprie responsabilità. Come sappiamo che, tra i suoi tanti problemi, Impruneta continua ad avere in pieno centro storico una scuola materna da terzo mondo.


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