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SII SEMPRE UN UOMO LIBERO

Ho riguardato più volte le immagini dell’ormai arcinoto Consiglio Comunale del 29 aprile. Quelle due ore impreviste e imprevedibili mi hanno dato una fama che avrei fatto volentieri a meno di avere. Non sono stati momenti edificanti per le istituzioni, per il ruolo che siamo chiamati a svolgere. Mi ci metto anche io nel giudizio complessivo.

Nell’interrogarmi e nel muovermi critiche per quei momenti rimasti nella fantasia collettiva, tuttavia non riesco a schiodarmi da una considerazione: il vanto etico di aver tenuto la schiena dritta. I fatti sono conosciuti, per quanto mistificati da chi cerca di minimizzare o ribaltare le cose.

In una sala consiliare, per altro intitolata a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte le vittime di mafia, abbiamo visto un Presidente del Consiglio Comunale togliere d’imperio la parola a due consiglieri, strappare loro il microfono, impedire che votassero e soprattutto farli allontanare con la forza dalla Polizia Municipale. Abbiamo visto come ciò accadesse su ordine di un Segretario Comunale, tale Vincenzo Del Regno, imputato per corruzione e presente il 29 probabilmente per la quarta volta in due anni di servizio, che constestualmente a tale ordine illegittimo si è lanciato in due ore di insulti, minacce e gesti degni del peggior bar messicano (con tutto il rispetto per quest’ultimo).

Abbiamo visto sputare sulla democrazia, sulle istituzioni e sulla libertà d’espressione con la regia silenziosa e politicamente collusa di un Sindaco che sembrava a vedere un film in televisione, mentre i membri della sua corte, i consiglieri di maggioranza, mostravano una collusione politica ugualmente rivoltante tra risolini, incitamenti alla Polizia Municipale e rumorosissimi silenzi. Il Partito democratico provinciale e toscano, uno squallido carrozzone di gestione del potere, ha preso le difese immediate di Angela Cappelletti, tentando addirittura di utilizzare il tema del sessismo e della violenza di genere per giustificare la consigliera.

Di solito usano l’argomento fascismo, ma stavolta non era il caso, visto che ad utilizzare metodi fascisti, sovietici, stalinisti, sono stati proprio loro. Ecco quindi che dal cilindro si estrae il sessismo, altro argomento buono per tutte le stagioni, solo ancora più miserabile da usare strumentalmente; un’offesa a tutte le donne, un affronto verso una questione seria, grave e che non può essere ridotto ad un feticcio al fine di fare caciara politica.

Se Cappelletti viene difesa con le parole, Del Regno viene invece difeso con il silenzio. Non una sola parola si è levata da Riccardo Lazzerini – che Del Regno lo ha nominato – né dal Pd toscano di ogni livello per prendere anche solo le distanze dalle incredibili esternazioni di questo personaggio: di questo, è sempre bene ribadirlo, imputato per corruzione.

Lo stimato Segretario, non pago dello show in Consiglio Comunale, ha proseguito la sua commedia lanciandosi in una serie di video su Tik Tok (!) dove ha veramente tirato fuori i migliori pezzi del repertorio. Una sequela di insulti, minacce, attacchi personali e politici al sottoscritto e a Matteo Zoppini: falliti, nati perdenti, nati sfigati, dissociati, cornuti, in crisi di identità, fascistelli con problemi di rabbia. II tutto dal proprio salotto, in maglietta bianca e aria da onnipotente signore dell’universo che sa bene di poter fare e dire ciò che vuole nella massima impunità. Come se non fosse un membro delle istituzioni. Come se non prendesse un generosissimo stipendio pagato dalla collettività.

Non mi curo certo delle singole parole che tale imputato pronuncia con livore, so ben comprendere da chi provengono, e personalmente ho le spalle larghe e mi viene solo da compatirlo nel profondo. Mi indigna però, mi fa crescere una enorme rabbia, l’indifferenza e il silenzio complice di chi continua a proteggerlo. Di chi di fronte a un simile, infinito schifo non riesce a trovare un briciolo di dignità e di senso morale per prendere anche soltanto le distanze.

La politica è notoriamente sangue e merda, ma qui possiamo benissimo ridurre tutto al secondo termine. Da una parte sono contento di questo letamaio, perché almeno la gente ha potuto rendersi conto di chi sia veramente Vincenzo Del Regno, e ha potuto capire che quando denunciavamo i toni e i termini delle sue mail istituzionali non raccontavamo balle. Così come è emerso chiaramente il livello di bassezza etica e di ripugnante collusione politica di chi continua a proteggerlo, e anzi a prendere da lui ordini, facendosi tenere per il bavero.

A Impruneta d’altronde quanto accaduto a me e a Zoppini rappresenta solo la punta di un gigantesco iceberg. Da mesi il dissenso viene silenziato, represso, attaccato. Chi osa fare domande, chi osa criticare la Corte del Faraone, viene messo all’angolo, deriso, financo insultato. E’ successo a singoli cittadini colpevoli di fare commenti su Facebook, è successo ai membri del Comitato Viabilità tenuti alla porta alla Casa del Popolo del Ferrone (guarda caso guidata dalla mitica consigliera Cappelletti), è successo alla cittadina di Bagnolo che si sentì dire quanto era stata pagata solo perché aveva osato fare una critica sulla viabilità, è successo ai commercianti che nella sala consiliare vennero appellati come mentecatti ed evasori.

Per i presunti difensori della Costituzione, paladini dell’antifascismo e della difesa di diritti e minoranze, la libertà di parola va bene solo nel caso in cui quest’ultima sia di pieno, incondizionato e servile appoggio al Faraone Riccardo Lazzerini. Se ci si mette di traverso al potere, si rischia. CI si beccano querele, insulti, intimidazioni. Si viene portati fuori con la forza. Si diventa dei nemici da affondare in ogni modo, con ogni strumento.

Eppure io preferirò sempre stare da questo lato. Sceglierò sempre di correre dei rischi, ma di non stare zitto ad assecondare e compiacere un potere arrogante e incapace. Costi quel che costi. La schiena dritta, la coerenza e la dignità non sono valori per me negoziabili, e sono felice di camminare accanto a tante persone per bene le quali non sono e non saranno mai disposte a farsi schiacciare da gentaglia che dalle istituzioni dovrebbe stare lontana anni luce.

“Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo”

Sandro Pertini

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