Nella sua dimensione di borgo di campagna, Impruneta possiede molti luoghi suggestivi e magici, in cui il tempo scorre più lento e le bellezze della natura riescono costantemente ad illuminare il cuore di chi le guarda. C’è un posto però che forse più di altri ha conservato la propria originaria dimensione incontaminata, presentandosi come quella parte di paese in cui è più bello ritirarsi e annullare veramente il frenetico scorrere degli orologi.
Le Sodera, estremità meridionale di Impruneta, sono un territorio imprunetino di forma ma sospeso nella realtà, visto che il cartello che indica l’inizio del paese è posto proprio all’imbocco di questa zona, e quindi tutto ciò che si trova oltre, sebbene sia dimora di abitanti del paese, si staglia in una dimensione a sé stante, come se domiciliasse solo nell’infinito abbraccio della dolce madre natura. Se si lascia la macchina al campo sportivo, come molti passeggiatori fanno ogni giorno, bastano poche centinaia di metri per entrare alle Sodera.
La fitta schiera di cipressi sulla sinistra offre un’ombra perenne, ma è come il primo tenero saluto di una nuova vita. Lo sguardo si staglia su una prima villetta, con una curiosa terrazza e un’affascinante aria rétro: è la prima delle tante villette, rustiche coloniche e case contadine che popolano l’arcipelago delle Sodera, ognuna gelosa della sua silenziosa intimità, dalla Torraccia, che getta i piedi nella valle di Calosina, a villa La Meridiana, che conserva i suoi tratti primo novecenteschi sotto il sole che la illumina tutto il giorno.
Nella strada diritta che avanza oltre il cartello “Impruneta” si incontra una Madonnina, incastonata in un piccolo altarino, protezione per i passanti ma motivo di soggezione e mistero per noi quando eravamo bambini. Poco dopo la diramazione ci porta a scegliere se proseguire verso via dei Tafani, scendendo poi giù verso la vecchia casa di Ciuffo, o se proseguire dritto: qualunque strada si prenda si può comunque tornare al punto di partenza, perché vi è un percorso circolare di delicati saliscendi. Se si sceglie la prima strada, si può fare una deviazione nel “piazzale delle streghe”, bosco in cui tutti gli imprunetini sono cresciuti e di cui hanno percorso a piedi o su una bici il sentiero che conduce allo spiazzo, laddove il grande masso, circondato da capannini di legno, pini e pruni, permette di volgere lo sguardo fino ai confini del Chianti fiorentino.
Se invece al bivio si sceglie di proseguire dritto, pochi passi sono sufficienti per arrivare alle ridenti aie delle abitazioni contadine che pur nella loro esiguità formano come un piccolo villaggio. La vista è rapita dal mare di ulivi che si estende davanti, circondando la stretta strada: si scende per poi subito risalire, come in un’immersione temporanea in una distesa di foglie, olive e profumi di un tempo che fu. Toccata la superficie, proprio di fronte a villa La Meridiana, il paesaggio si apre sul versante sancascianese, e così Luiano, Mercatale, e le strade che vi si arrampicano sembra si possano toccare allungando la mano. Per godersi questa meraviglia, il modo migliore è sedersi sul bordo del piccolo semicerchio in muratura che costeggia la strada, dominato da un fico rigoglioso: se si ha la pazienza di aspettare il tramonto, la magia cala su questo luogo e su tutte le Sodera, lasciando in bocca il dolce sapore di un luogo la cui bellezza ci ricorda quanto sia speciale vivere in questo territorio.


Ciao Gabriele, che dire, solo bravo, hai davvero un dono importante saper scrivere e comunicare, in bocca al lupo per questa nuova avventura! Vola alto Peter Pan!!!
Grande Gabriele. Grazie per quanto hai scritto. E un forte abbraccio