papa francesco sorriso-2

L’ERETICO FRANCESCO

Si presentò al mondo con un sorriso semplice e quasi imbarazzato, dicendo al microfono “buonasera”. Si capì subito che era diverso, quel papa venuto dalla fine del mondo.

Avevo dei dubbi per le discussioni sul suo silenzio durante la dittatura dei generali in Argentina, ma mi ispirò immediata simpatia, e fiducia. Non sono credente, non vado in Chiesa e oscillo tra posizioni di ateismo e di agnosticismo, pur con un forte senso di spiritualità e un grande rispetto per la fede e per coloro che in essa trovano conforto. Sono il classico esempio, uno dei tanti, di individui lontani dalla religione che in questi anni hanno amato Jorge Mario Bergoglio: questo papa è stato apprezzato molto più fuori che dentro la Chiesa cattolica, non vi sono dubbi.

Scelse un nome nuovo, rivoluzionario per la Chiesa. Decise di chiamarsi Francesco, come il poverello di Assisi. Aveva speso la sua vita in Argentina in sostegno degli ultimi, e quegli ultimi volle continuare a rappresentare anche dalla cattedra di Pietro. Questo uomo buono, mite, sorridente ha rappresentato l’immagine di un cristianesimo davvero fedele al messaggio del Vangelo, lontano dalle cerimonie e dagli sfarzi, realmente a fianco dei più poveri, dei più deboli, dei dimenticati della Terra.

Papa Francesco è stato un mio punto di riferimento in tutti i suoi anni di pontificato. Strano, per uno che ha Che Guevara in camera e la religione fuori dalla propria vita. In realtà però normale, se penso alla mia visione delle cose. Ho sempre apprezzato le persone sincere, i leader decisi e controcorrente, le figure capaci di costruire un mondo di pace e giustizia. Nel vuoto politico dei nostri tempi, Bergoglio si è stagliato come una roccia massiccia, diventando la guida di cui tanti sentivano il bisogno.

Parliamo naturalmente di un vescovo cattolico, di un esponente di una cultura e di una tradizione che su alcuni aspetti non mi trovano d’accordo: il fine vita, l’aborto, l’omosessualità, per quanto comunque su quest’ultimo tema Francesco abbia fatto passi importanti, partendo dalla volontà di “non giudicare”. Però egli è stato uno straordinario uomo di verità, e di pace.

Tutti oggi lo piangono con ipocrisia, sgomitando per esprimere un pensiero commosso o postare una foto in sua compagnia. Schiere di sepolcri imbiancati lo celebrano come il papa che ci ha indicato la via, dimenticando che fino a quando era in vita il suo cammino veniva del tutto ignorato dai politici e dai media.

Per il coraggio di non schierarsi nella guerra tra Russia e Ucraina, difendendo le ragioni della pace e ricordando, pur nella massima vicinanza al martoriato popolo ucraino, che la Nato aveva “abbaiato alle porte della Russia”, Bergoglio è stato definito un putiniano, un pericoloso propagandista, un nemico dell’Occidente. Per il suo ancora più grande coraggio di chiedere di indagare sul genocidio di Gaza, per la sua vicinanza al popolo palestinese e ai bambini vittime ogni giorno delle bombe sioniste, è stato addirittura tacciato di antisemitismo. Israele ha infatti fatto rimuovere tutti i post di cordoglio pubblicati inizialmente dai proprio ambasciatori, perché Francesco non era gradito dalle parti di Tel Aviv; quantomeno il criminale di guerra Netanyahu ha mostrato coerenza, al confronto della disgustosa ipocrisia dei più.

Il papa fino ai suoi ultimi giorni ha criticato il riarmo e la cieca follia bellicista, ha chiesto la fine di tutti i conflitti e si è schierato con le vittime, con coloro che sono massacrati dalle armi che riempiono di denaro affaristi senza scrupoli. Oggi tutti lo celebrano, ma fino a ieri relegavano i suoi discorsi in piccoli trafiletti, lo oscuravano, lo delegittimavano.

Io sento di rivendicare fieramente di aver sempre ascoltato con emozione e condivisione le sue parole. La stessa emozione che ho provato nell’apprendere della sua scomparsa, quando mi sono sentito più solo in questo mondo sporco e senza luce. Le sue parole riuscivano a scuotermi, e a portarmi a profonde riflessioni.

Così fu nel 2015 per l’enciclica “Laudato sii”, che acquistai quasi per caso in una libreria di Viareggio scoprendo un uomo dalle idee lucide e fortissime sull’ambiente e sulla necessità di difendere la casa di Dio; Francesco tuonava contro il capitalismo selvaggio, contro la distruzione dei territori e delle popolazioni indigene, contro lo strapotere del denaro e dei suoi utilizzi perversi. Più di recente ho letto un altro libro di grande impatto, diverso nei temi e nelle parole ma ugualmente sorprendente: “Ti voglio felice”, regalo di mia mamma divenuto una guida in alcuni momenti difficili e fonte di ispirazione per cercare la via più giusta nel tortuoso percorso della vita.

I libri, i discorsi, i sorrisi. Rimarrà tutto di questo papa così speciale, così diverso, così eretico. Abbiamo perso un uomo unico, ma non perderemo mai il suo esempio.

Fa buon viaggio, Francesco. Hai lasciato una traccia profonda in tanti esseri umani.

Spread the love

3 risposte

Aggiungi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *