In principio fu Alessio Calamandrei.
Correva l’anno 2014, e il nuovo Sindaco, lanciato dal renzismo ascendente, ebbe l’idea di chiudere le scuole di Impruneta con la promessa di costruirne due nuove entro settembre 2015. Non che prima di lui il paese se la passasse un granché, tra immobilismo di lungo corso e sperperi di denaro pubblico, su tutti il leggendario progetto per rifare in cotto piazza Buondelmonti. Ma Calamandrei è stato veramente colui che ha messo l’Impruneta su un piano inclinato rivolto verso l’abisso. Chiudere prima la scuola materna e poi la media è stato un atto scriteriato che ha impoverito economicamente, socialmente e culturalmente il nostro territorio, il quale ancora oggi si ritrova senza le medie – e si ritroverà anche in futuro, perché ormai è utopia riportare la secondaria di primo grado nel capoluogo – e con una materna aperta a metà, gravata da un tetto del Settecento mai rifatto.
Calamandrei prese in giro un’intera comunità vaneggiando di un plesso ai Sassi Neri: il 2015 divenne il 2016, il 2016 divenne il 2017, fino a promettere di nuovo la stessa zuppa per rivincere le elezioni. Nella seconda legislatura piano piano la follia divenne sbiadita, e si sciolse definitivamente quando sia il Cipe che la Regione Toscana si ripresero i milioni che avevano stanziato per questa edilizia scolastica immaginaria.
Il delirio del Calamandrei ha intasato per anni gli uffici, ha visto momenti bassissimi nel confronto politico, ha svilito la credibilità delle istituzioni e soprattutto ha calpestato la dignità di un paese che non meritava un simile trattamento; non ultima delle conseguenze, ha inoltre lasciato ai Sassi Neri un’enorme cumulo di detriti e materiali di scavo ammassati alle abitazioni di via della Pinetina. Parlare di tale vicenda mi suscita ancora adesso grande rabbia, anche perché l’ho seguita sin dal principio partecipando a tutte le assemblee pubbliche e impegnandomi con coerenza sia fuori che dentro il Consiglio comunale per impedire lo sfascio a cui siamo andati incontro.
Penso non ci sia persona a Impruneta che ha avversato politicamente Alessio Calamandrei quanto l’ho fatto io per dieci anni. Tuttavia, quando vedo che si prova a scaricare tutta la colpa su di lui per questo e per altri disastri del Comune, faccio fatica a stare zitto.
L’ex Sindaco non era e non è mai stato da solo. Ad aver approvato la chiusura delle vecchie scuole, i progetti per le fantomatiche nuove e il pacchetto completo di danni nel corso di un decennio è stata un’intera maggioranza di governo, la quale, al di là della presenza inutile e trascurabile di forze vassallatiche stile “Il Coraggio di Cambiare Idea”, corrisponde di fatto ad un unico partito: il Partito democratico.
Il Pd ad Impruneta governa da sempre, e continua a farlo perché moltissime persone votano ciecamente una forza che di sicuro non ha più nulla a che fare, né sul piano locale che sul piano nazionale, con la grande tradizione del Pci; i dem ad Impruneta avrebbero probabilmente potuto candidare – e forse potrebbero farlo tutt’ora – chiunque, ma con l’inerzia del voto tradizionale, del simbolo (per quanto negli ultimi anni parzialmente mascherato) e degli appelli “al lupo al lupo arrivano i fascisti!” il nostro sistema maggioritario ha sempre consegnato loro la vittoria (di sicuro le alternative non sono state forti abbastanza, e dunque sono il primo a dovermi porre delle domande).
Non a caso tanti vecchi “oppositori” e agitatori di folle si sono fatti furbi e hanno capito che per andare al potere bisognava salire sul carro: l’attuale Sindaco Riccardo Lazzerini, la vice Laura Cioni, e altri esponenti di questa corte dei miracoli hanno preso in fretta e furia la tessera del Pd e si sono messi a fare danni insieme a coloro che li avevano sempre fatti. Ed ecco dunque che il vecchio Calamandrei, che almeno aveva il pregio di metterci sempre la faccia senza manovre nell’ombra, diventa quasi un rimpianto di fronte all’arroganza di un potere che si sta rivelando capace di distruggere ancor più cinicamente la nostra Impruneta.
Fate un giro nel centro storico, andate in piazza Buondelmonti all’orario della colazione, o a quello dell’aperitivo, o nei fine settimana: vedrete con i vostri occhi gli effetti del nuovo buongoverno.
Questo paese sta morendo. Lo squallido vuoto che la nuova viabilità ha portato in piazza si accompagna al vuoto di tanti negozi, che faticano ad andare avanti e in alcuni casi sono addirittura costretti a tirare giù il bandone. Evasori, bugiardi, mentecatti. E’ stato detto di tutto agli esercenti imprunetini da parte di chi invece avrebbe il dovere di tutelarli e di far sì, nell’interesse loro e della comunità, che il paese prosperasse e guardasse con speranza al futuro. In quest’ultimo però si staglia solamente la desolazione di un centro storico da cui non passa più nessuno, nell’attesa delle tanto annunciate folle di turisti; come se davvero piazza Buondelmonti fosse piazza del Campo, piazza della Signoria, piazza Pitti, o una delle tante altre famose agorà alle quali viene paragonato il nostro cuore divenuto quasi del tutto pedonale.
Le piazze sono per definizione luoghi di vita, che assumono un significato se vi sono persone ad animarle. Le piazze vuote vanno bene per i plastici, per i modellini nei musei, al massimo per le fantasie di qualche Sindaco megalomane. Quando certi sogni diventano realtà si trasformano però in incubi, impossibili da arrestare se mancano l’umiltà e il buon senso di accorgersi degli errori e tornare indietro.
Da noi purtroppo c’è invece soltanto un potere stantio e chiuso su se stesso, con personaggi di folklore che si sentono statisti e girano con boria per il paese, nella più totale incapacità di fare autocritica e di non cadere nel ridicolo; se c’è un problema, come successo di recente per il riscaldamento fuori uso alle scuole di Tavarnuzze, si dà la colpa a quelli di prima. Ma quelli di prima sono loro! Sono gli stessi, da sempre. E non regge puntare il dito su qualche capro espiatorio tipo Alessio Calamandrei.
Mentre il Pd si compiace dei propri pregevoli cambi interni, dei propri giochini partitici e gongola dell’appoggio alla nuova viabilità del re dei rinfreschi Eugenio Giani (un esponente del Pd che loda il Pd, incredibile!), Impruneta si spegne ogni giorno di più. Non abbiamo scuole, non abbiamo trasporti, non abbiamo infrastrutture, non abbiamo riscaldamento negli edifici pubblici, non vengono effettuate manutenzioni fondamentali, vengono disattese promesse di ogni tipo, dalla Sannini ad Autostrade, e ci ritroviamo financo un Segretario Comunale imputato per corruzione che insulta dei consiglieri comunali.
Ma che paletti e che vasi che abbiamo! Il salotto buono nella casa dei fantasmi.


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