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IL TESORO DEI GENITORI

Quando ci sono spesso non ci capiamo, di frequente ci scontriamo. Quando non li abbiamo più li rimpiangiamo, maledicendoci per ogni frase sbagliata e per ogni parola fuori posto.

I genitori sono il primo legame della nostra vita: il più ancestrale, il più solido, il più sicuro. Non conosciamo la causa iniziale e immateriale del mondo, se mai ve ne è una, ma sappiamo qual è la causa materiale del nostro esserci, ovvero l’atto di unione – spesso ma non sempre d’amore – tra nostro padre e nostra madre. Questo ci rende legati in maniera speciale a due persone, due soltanto. Va detto subito che fare figli è molto più semplice che crescerli, e che per tanti il babbo e la mamma, per motivi diversi, non sono coloro che hanno generato la vita, bensì coloro che l’hanno resa tale, bella, degna, con l’impegno e l’affetto quotidiani. Di qualunque natura siano, i genitori rappresentano esseri preziosi, ed è una fortuna poterne godere per il tempo che ci viene concesso.

La vita è un continuo paradosso. Ci doliamo dell’età che avanza, di ogni compleanno, ma nell’invecchiamento sta la bellezza dell’esserci ancora; così per i genitori è paradossale vederli così grandi e forti quando siamo piccoli, e ritrovarli alla fine sempre più fragili e bisognosi di aiuto una volta che siamo divenuti adulti. Ci danno le ali per volare nel mondo, per andare lontano: poi siamo noi ad accompagnarli fuori dal tempo, in un ultimo abbraccio d’amore. Scrivo da figlio, perché genitore ancora non lo sono. Mi auguro tra qualche anno di diventarlo, e di essere all’altezza di questo compito quanto lo sono stati mia madre e mio padre. Sono e rimarranno le mie luci accese, anche quando tutto potrebbe farsi buio.

Nei sorrisi, nelle piccole attenzioni, nelle cure di un genitore c’è un senso di bene che non ha parole adeguate. Allo stesso modo in ogni rimprovero, in ogni urlo, in ogni insegnamento trasmesso vi è l’immane forza che può reggere la nostra esistenza e la possibilità di essere persone giuste. Com’è bello poter pronunciare la parola mamma. O com’è bello poter chiedere a un babbo di trascorrere dei momenti insieme in una passione comune. Cerchiamo sempre con insistenza i momenti di apice del nostro cammino, senza renderci conto che la massima felicità può derivare dalle piccole cose date per scontate. Ci mancheranno un giorno, come l’aria; avremo imparato a camminare da soli, ma sapremo reggere più a fatica i colpi del vento. Che a volte ci sembrerà freddo, pungente, difficile da tenere lontano se non con una fotografia.

Un genitore è la ricchezza che possiamo avere senza spendere un soldi, e di cui tuttavia dobbiamo essere più avari. Non smettiamo mai di tenerlo a mente.

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