Lo scorso fine settimana Impruneta era avvolta da un’attesa e da un fervore con pochi precedenti nella Storia. Sin dalle prime luci dell’alba di sabato, si percepiva un’ansia così trepidante da far impallidire quella dei soldati alleati in procinto di sbarcare in Normandia, o quella di Cristoforo Colombo che covava la speranza di avvistare prima o poi la terraferma. Ciò che per mesi era stato annunciato, proclamato, messianicamente atteso, si è avverato nell’aria tiepida di un maggio radioso quasi quanto quello del 1915: la nuova viabilità, finalmente completata, è stata inaugurata!
I giorni 18 e 19 del quinto mese dell’anno, scolpiti da tempo nella pietra come giorni del destino, hanno avuto compimento, e il capoluogo ha potuto ammirare in tutti i suoi dettagli il capolavoro urbanistico e artistico che gli è stato donato. “Dare giudizi prima della fine del processo è sbagliato e prematuro”, ci hanno ripetuto sino allo sfinimento. E avevano di sicuro ragione. Come potevamo noi parlare prima di aver visto quell’abbondanza di fioriere? Prima di aver ammirato la distesa di orci calzati con i tasselli di legno? Prima di essere stati abbagliati dalla magnificenza dell’incolpevole pozzo vestito a festa? Tutti quei discorsi lamentosi sullo spopolamento del centro, sui disagi della circolazione e sul pesante calo del lavoro per i commercianti erano sofismi vuoti e pretestuosi, neve che si è sciolta di colpo sotto il sole del nuovo definitivo assetto.
Come per un volere divino, i giorni dell’inaugurazione della nuova viabilità imprunetina hanno coinciso con la ricorrenza del primo anno di attività dell’Amministrazione Lazzerini. Il magnifico faraone Riccardo ha concluso il primo dei cinque anni in cui il volere popolare gli ha dato mandato di governare, e non poteva esserci che un’occasione come quella dell’apertura della piazza pedonale per celebrare adeguatamente questo illuminato monarca e la sua corte dei miracoli. Dimenticandosi di essere stato eletto con solo il 19% di consenso tra gli aventi diritto al voto, e di essere il Sindaco meno votato della storia del Comune di Impruneta, Lazzerini ha proceduto all’attuazione del proprio progetto di viabilità utilizzando il termine “sperimentazione” – presente nel programma elettorale – come i coloni israeliani usano il termine provvisori per indicare i loro insediamenti nelle terre palestinesi.
Ma il faraone non aveva e non ha tempo per il dialogo, per il confronto e per tutti quegli inutili orpelli che rientrano sotto la voce democrazia. Egli è un sovrano, un monarca, non un comune e banale amministratore. Si dice che molti tra coloro che ultimamente sono andati a parlargli dei disagi connessi alla viabilità siano stati liquidati in fretta e furia. Da questuanti al cospetto del Sire, hanno dovuto bere l’amaro calice della verità, poiché l’Altissimo è infallibile e la viabilità non contiene errori. Una versione aggiornata di Maria Antonietta e delle brioches: il popolo non riesce ad arrivare in piazza in macchina? Che ci vada a piedi!
La due giorni di celebrazioni è stata veramente un successo. Le pagine istituzionali del Comune, trasformate per l’occasione nell’Istituto Luce, hanno diffuso comunicati entusiastici, un vero panegirico. La folla che tra sabato e domenica ha invaso Impruneta era sterminata, una fiumana travolgente di cui non si aveva memoria; una piazza del genere d’altronde è una calamita irresistibile per i turisti del globo terracqueo. Tra inno d’Italia, cortei e squilli di trombe pareva veramente una cerimonia regia di Ancien Régime. C’erano pure le majorettes a celebrare il faraone, come negli uffici di Di Caprio in The Wolf of Wall Street. Il tutto sotto gli sguardi attenti e fieri dei corifei del monarca, cantori appassionati dell’età d’oro lazzeriniana.

Che uomini, che menti, che statisti! Il segreto della nuova Impruneta è proprio quello di avere una classe dirigente di prima scelta, che con acume e buon senso sostiene il faraone e ne rappresenta il braccio armato in ogni angolo del paese; o per meglio dire della piazza, visto che questi Richelieu, queste eminenze grigie della politica locale fanno presenza fissa nel salotto buono del capoluogo, nel foro che il Sire ha salvato da secolare squallore: scrutano, discutono, mostrano la loro superiorità da Marchesi del Grillo de noantri. Li troviamo ad ogni evento importante, ad ogni cerimonia e anche ad ogni consiglio comunale, dove tengono con diligenza sempre occupato il posto del folklore.
Il regno del faraone è un’oasi di meraviglia e buongoverno retta da un monarca illuminato coadiuvato da saggi. La nuova viabilità è la perfetta realizzazione di una logica e precisa idea urbanistica – comoda, green e partecipata – che renderà Impruneta il paese più visitato della Toscana, forse d’Europa. C’è però qualche presenza sinistra nel magico mondo imprunetino.
Oltre ai soliti disturbatori di professione, pare che nel regno si aggirino dei vergognosi bugiardi, dei calunniatori senza dignità. Venti commercianti, categoria da sempre pericolosa e fortemente eversiva, hanno inviato una lettera all’attenzione di tutto il consiglio comunale per denunciare gli insulti e le minacce di cui sarebbero stati oggetto, da parte di un Assessore, durante una riunione con la Giunta del 24 aprile. Sarebbero stati apostrofati come mentecatti e descritti in sostanza come evasori e mistificatori in merito al calo di introiti degli ultimi mesi. Che magari possa esserci una qualche verità nelle affermazioni di venti persone, le quali sono arrivate a mettere per iscritto con tanto di firma quanto avvenuto? Manco per idea! Il faraone Riccardo I si è affrettato a bollare tutto ciò come menzogne, e riferendosi alla domanda di attualità presentata dai consiglieri Franchi e Zoppini ha detto che non intende fare loro da balia. Non si preoccupi il nostro Sire, non abbiamo mai pensato che dovesse farci da balia, o che lo fosse.
Come d’altronde non abbiamo mai pensato che fosse un Sindaco. Tale carica prevedrebbe rispetto dei cittadini, senso delle istituzioni e profonda umiltà. Tutte cose di cui lui, da buon sovrano assoluto, è completamente sprovvisto.


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