Non lo so se Dio esiste. Ma, grazie a Dio, il karma sì.
Crescere ha molti svantaggi fisici, invecchiare non piace a nessuno e ogni singolo anno che passa è un mattoncino in più da portare nel fardello. C’è anche tuttavia il bello, che deriva dalla fortuna di esserci ancora, di respirare ancora forte in questo mondo, e di poter apprendere molte lezioni che solo il passare del tempo riesce a disvelare.
Karma letteralmente significa azione. E’ un concetto buddista che indica il funzionamento universale di un principio di causalità simile a quello di cui parla la scienza, secondo cui ogni cosa nell’universo esiste all’interno di uno schema di causa ed effetto: “per ogni azione, c’è una reazione uguale e contraria”. La differenza tra la causalità delle scienze naturali e il principio buddista del karma è che quest’ultimo non si limita alle cose che possono essere viste o misurate: esso si riferisce anche gli aspetti invisibili o spirituali della vita, alle sensazioni o alle esperienze di felicità o miseria, gentilezza o crudeltà.
Un antico testo buddista così recita: «Se vuoi capire le cause del passato, guarda i risultati che si manifestano nel presente. E se vuoi capire quali risultati si manifesteranno nel futuro, guarda le cause poste nel presente».
I cristiani parlano di Provvidenza, che agisce e interviene nel mondo. C’è l’idea di una forza divina che aggiusta e provvede, che sistema le cose dall’alto con giudizio e onnipotenza. Il cristianesimo lascia però all’aldilà il bilanciamento delle azioni, la pena per le colpe e il premio per le virtù. Il buddismo in questo discorso aiuta di più, è più penetrante, perché teorizza una compensazione per le proprie azioni già in questa vita, nel mondo che viviamo con il nostro corpo.
Non sono buddista, ma mi piace il concetto di karma. Molto. E ho imparato crescendo che esso esiste davvero, e sebbene talvolta sia una condanna molto spesso si rivela in realtà un processo magnifico che mette tutto e tutti al proprio posto. Se fai del male aspettatelo indietro, se fai del bene vedrai che prima o poi lo riceverai anche tu. Gli errori che ho fatto mi sono tornati indietro con gli interessi, e ho saputo farne tesoro. Ho visto però, e vedo costantemente, anche restituita la miseria a chi ha cercato di colpirmi senza rispetto e di buttarmi a terra. Certi personaggi vili, falsi, meschini e opportunisti che sono entrati nella mia vita per poi tentare di infangarla hanno avuto un conto salato da pagare al destino.
Chi ha tentato di infangarmi, diffamarmi ha deliberatamente agito con cattiveria e disprezzo adesso annaspa nel fango in cui merita di stare, nella solitudine e nell’indifferenza. Cerchi di mettere la testa in alto per uscire bene, schiacciando gli altri sul fondo, ma poi ti ritrovi capovolto con la testa nella melma. Come i pifferi di montagna, che partirono per suonare e finirono per essere suonati. Bisogna lasciare fare al tempo d’altronde, che è giudice silenzioso e implacabile.
A proposito di karma, una bella notizia ha segnato la mia settimana: l’archiviazione delle querela che oltre due anni fa il Segretario Comunale Vincenzo Del Regno aveva fatto nei confronti miei, di Matteo Zoppini e di Matteo Aramini. Qui più che di karma si tratta di giustizia, e di buona giustizia. Ma il concetto è sempre che le cose tornano indietro in qualche modo.
Ho sempre avuto la consapevolezza di aver agito nel rispetto della legge, facendo soltanto con coraggio il mio mestiere di consigliere comunale nel rendere pubblici i guai giudiziari di Del Regno, per altro tutt’oggi imputato per corruzione. Proprio il coraggio mi (ci) è costato caro, perché se pesti i piedi al potere, alle persone sbagliate, queste reagiscono con brutalità e tentano in ogni modo di intimidirti, delegittimarti e costringerti al silenzio. Con noi sono cascate e cascheranno sempre male.
Non abbiamo arretrato di un centimetro nelle nostre battaglie, neppure quando ad aprile Del Regno e la consigliera Cappelletti mi fecero cacciare con la forza dalla sala consiliare con tutto il corollario di offese, insulti e minacce da parte del Segretario, ben coperto e difeso dal silenzio complice della maggioranza. Comportandosi bene però non si deve temere nulla, o almeno non il giudizio della proprio coscienza. Non sempre, ma a volte poi il giusto trionfa, come nel caso della querela archiviata.
Vado avanti per la mia strada, a testa alta. Nella vita privata e in quella politica. Vivere ardendo e non bruciarsi mai, come scrive il mio eterno amore Gabriele D’Annunzio. Al resto e gli altri, ci pensa il karma.


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