Screenshot 2026-02-18 at 10-03-08 (1) Una polemica politica un’ispezione a scuola... - Il Fatto Quotidiano Facebook

SOGNA RAGAZZO SOGNA

Le notizie che ci arrivano dal mondo sono in buona parte disgustose e avvilenti, non è una novità. Ci si abitua purtroppo allo schifo, fino ad assuefarsi. Alcuni fatti però riescono a far balzare sulla sedia e a provocare un senso di rabbia, disgusto e incredulità difficilmente comprimibili.

Gianni Pierini è uno studente marchigiano del quinto anno di liceo. Abita a Recanati, il paese di Leopardi e dell’infinito in cui si annegano i pensieri. Un ragazzo brillante, interessato alla politica e all’attualità: merce rara di questi tempi, in una società in cui gli adulti in primis vivono nell’ignoranza e nel disinteresse. Gianni si è ritrovato in poche ore al centro delle cronache nazionali a causa di una semplice idea per un laboratorio in classe.

Una decina di giorni fa lui e alcuni suoi compagni avevano ospitato i giornalisti Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso nell’ambito di una serie di attività auto-gestite da parte degli studenti in momenti di assemblea. Lucidi e Lorusso sono due giornalisti e inviati di guerra che negli ultimi anni hanno seguito da vicino il conflitto in Donbass; gli studenti di Recanati li avevano invitati proprio per parlare di temi bellici e per raccogliere la loro esperienza. Questi reporter però stanno dalla parte sbagliata della Storia, o almeno vengono da molto tempo accusati di starci.

Più volte sono finiti nelle liste di proscrizione come presunti putiniani d’Italia, in quel clima di caccia alle streghe che imperversa nel nostro paese ormai da quattro anni, cioè da quando la Russia ha criminalmente invaso l’Ucraina dando vita non alla prima ma alla seconda parte della lunga guerra iniziata in realtà nel 2014. La crociata antirussa e la propaganda aleggiano sui media e sull’opinione pubblica sin dal febbraio 2022, col risultato di creare un clima da 1984 di Orwell e di sfiorare spesso punte di ridicolo.

Illustri storici, giornalisti, intellettuali, opinionisti, politici sono finiti nel mirino dei depositari della verità, dei cantori del pensiero unico disposti a tutto pur di demonizzare la Russia e di condurci con gioia verso il terzo conflitto mondiale. Se siamo arrivati a censurare financo Dostoevskij, figuriamoci se non si può farlo con Lucidi e Lorusso. Infatti la presenza di entrambi alla scuola di Recanati ha messo subito in movimento alte sfere della politica, a cominciare dall’irreprensibile eurodeputata del Partito democratico Pina Picierno: vicepresidente del Parlamento europeo (!), ma soprattutto donna amante dell’elmetto e della censura, Picierno ha scritto al Ministro dell’Istruzione Valditara per avere chiarimenti, chiedendo come sia stato possibile che dei “noti propagandisti del Cremlino abbiano tenuto una conferenza in orario scolastico”.

Le ha fatto eco la deputata di Azione – partito con più eletti che elettori – Federica Onori, la quale ha alzato la voce contro la “propaganda russa che deve restare fuori dalle scuole italiane”. Per Gianni e i suoi compagni le conseguenze del loro pericolosissimo invito non si sono fermate alle parole di queste comparse della politica, ma hanno travalicato negli insulti e nelle minacce via social dopo che il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk ha pubblicato un post su X, con nome e cognome del ragazzo, in cui lo invita a “prendersi le conseguenze nel portare la propaganda nazista russa in un liceo” (fa ridere sentir parlare di nazismo russo coloro che difendono le brigate Azov, l’ultranazionalismo ucraino ispirato a Stepan Bandera e i tatuaggi con le svastiche).

I raffinati seguaci di Maistrouk hanno apostrofato Gianni con termini quali “inutile coglione”, “zeccaccia da vomito”, “verme vigliacco”, obbligandolo a rendere privato il proprio profilo Instagram e a preoccuparsi anche di qualcuno che, come scrittogli sui social, era pronto ad aspettarlo all’uscita di scuola. Roba da vomito. Una macchina del fango dove odio e cyberbullismo si fondono sotto la benedizione di una politica che a parole difende libertà e valori occidentali e poi nei fatti tappa la bocca e mette alla gogna tutti coloro che non sono allineati.

Gianni al Fatto Quotidiano ha spiegato come sono realmente andate le cose, specificando che la scuola era a conoscenza degli inviti e che l’evento non aveva alcun fine di propaganda putiniana, bensì di semplice informazione e confronto sul giornalismo in zone di guerra. Ludini e Lorusso li conosco poco, non so quanto e se possano essere davvero vicini alla Russia; visto il clima repressivo italiano ho i miei dubbi che lo siano veramente, ma anche se lo fossero non vi trovo nessun dramma. La Costituzione tutela la libertà d’espressione, il lavoro, e non è scritto da nessuna parte che debba esserci un’unica visione del mondo e delle cose.

Io sono un insegnante, sto ogni giorno a contatto con studenti e studentesse. Uno dei messaggi più importanti che cerco di trasmettere loro è la necessità di avere un pensiero critico, di ragionare con la propria testa e di farsi un’opinione: non importa quale, non importa quanto ortodossa, basta che sia una libera opinione. No c’è niente di peggio dell’ignoranza e dell’ignavia, del non sapersi guardare intorno e restare indifferenti e chiusi in se stessi mentre la Storia scorre accanto a noi. Di peggio forse c’è soltanto quanto accaduto a Recanati.

Prendersela con un ragazzo di 19 anni, renderlo il bersaglio di critiche feroci e di una campagna di odio per fargli pagare la sua curiosità, il suo libero pensiero e il suo spirito di iniziativa. Da professore, da cittadino, da essere umano, mi sento vicino con la testa e col cuore a questo coraggioso protagonista del domani.

Caro Gianni, ti voglio dedicare le parole di un capolavoro di Roberto Vecchioni: sogna ragazzo, sogna. Ti diranno parole rosse come il sangue e nere come la notte. Ma tu stringi i pugni, e non lasciargliela vinta neanche un momento.

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